Agostino  Parravicini

 

Nasce a Milano il 28/05/1915 e muore tragicamente il 2/8/1935.

Agostino Parravicini aveva vent’anni quando morì. Era un ragazzo esuberante e pieno di vita, vivace e allegro come lo ricordano quelli che lo conobbero.

Abitava a Bergamo alta, in Vicolo Bettami, 3. con le sorelle Luisa e Giovanna, il papà Achille (insegnante al liceo Classico Sarpi) e la mamma Amilcarina Zanetti.

Dopo aver completato gli studi al liceo Classico Sarpi si era iscritto al Politecnico di Milano.

Aveva iniziato giovanissimo a frequentare la montagna con amici milanesi, fra i quali Giovanni De Simoni. Ancora quindicenne sui monti delle Orobie, specialmente nel gruppo del Pizzo dei Tre Signori compì alcune importanti prime ascensioni. 

Dal ricordo che ne fecero gli amici di tante cordate Giovanni De Simoni e Luigi Gazzaniga (detto “barba”) si riesce ad avere una idea della sue doti umane e delle qualità alpinistiche che racchiudeva in sé. Era un grande amante anche dello sci alpinismo tanto che nell’edizione del 1935 partecipò al Trofeo “O.Mezzalama”.

Quando trovò tragicamente la morte, il 2 agosto del 1935, aveva appena superato il passaggio chiave di una via di estrema difficoltà che intendeva aprire in cordata con gli amici Antonio Citterio e Giovanni De Simoni. Una via, sullo spigolo sud-est della Cima Zocca in val Masino, che venne poi portata a termine il 5 settembre 1937 e a lui dedicata dagli amici Luigi Gazzaniga, Mario Dell’Oro e Ugo Tizzoni.

Dopo la sua dolorosa scomparsa, gli amici del G.U.F. vollero onorare la memoria del loro compagno così giovane e già esponente di primo piano dell’alpinismo bergamasco e nazionale organizzando una gara che ricordasse i suoi ideali, la sua forza morale, il suo senso dell’amicizia ed il suo inesauribile amore per la montagna.

Fu così che Mario Pacchiana (zio di Agostino), Mimmo Invernizzi e Luigi Gazzaniga idearono e tracciarono il percorso della gara sulle difficili creste che circondano la conca del Rifugio F.lli Calvi.

Il percorso perfettamente visibile dal rifugio forse spiega perché, fin dalla prima edizione, ci fu un concorso di pubblico veramente notevole, malgrado le ore di marcia necessarie per raggiungere il campo di gara.

Anche la sezione del CAI di Bergamo non volle rimanere con le mani in mano e gli amici dello Ski Club Bergamo il 29 agosto 1936, in prossimità della capanna Allievi in val Masino posero una Croce a ricordo del giovane socio. (Croce a suo tempo restaurata e tutt’oggi presente) Scorrendo l’annuario del CAI Bergamo del 1936 oltre alla foto che ritrae i due soci Gazzaniga e Dell’Oro in prossimità del crocefisso si leggono anche alcune righe, di seguito riportate, che testimoniano l’avvenuta inaugurazione:

Sulla Mulattiera che sale da S. Martino Masino alla Capanna Allievi, di fronte allo spigolo di Cima Zocca, dove Agostino Parravicini trovava, nel primo tentativo di salita, la morte, venne inaugurata, il 29 Agosto 1936, una Croce a ricordo del valente Alpinista goliardo. Alla cerimonia parteciparono numerosi alpinisti e le rappresentanze del Club Alpino Italiano di Bergamo, Sondrio e Milano, oltre ai Gruppi Universitari Fascisti di Bergamo e Sondrio. La scuola di Alta Montagna intitolata a Parravicini, con base a Chiareggio in val Malenco, inviò pure una rappresentanza al comando dell’accademico Marimonti. Detta rappresentanza, con una marcia di nove ore, attraverso i passi di: Bocchetta di Chiareggio, Bocchetta di Casereccio ed il Passo Torrone, si portava fino all’ Allievi per presenziare all’inaugurazione della Croce.”